Quanto sono lunghi novant’anni? Abbastanza per costruire una storia solida, articolata, ricca di vita e di lavoro; ma non tanto da sentirsi arrivati. Il volume “Costruire nel tempo. Novant’anni di storia, passione e continuità (1935–2025)” raccoglie l’identità più autentica di Costruzioni Bellè, dando continuità ai libri pubblicati per i 70 e gli 80 anni dell’azienda. Un percorso che guarda al passato per comprendere il presente e per immaginare il futuro.
Il senso di queste pagine è racchiuso nelle parole di Nazzareno Bellè, che ha guidato l’impresa per lunghi decenni: “Costruire significa lasciare un segno nel tempo. Non solo nei muri e nelle pietre, ma nella fiducia delle persone e nel rispetto dei luoghi.” Una visione che accompagna oggi gli autori del libro – Guido Bellè, Damiano Bellè e Raffaele Bassotto – e che continua a vivere nei cantieri e nelle persone che animano l’azienda.
1935–2025: una storia che attraversa generazioni
Raccontare la storia di un’impresa significa ripercorrere anche la storia di una città. Costruzioni Bellè nasce nel 1935 come piccola realtà artigiana, costruita su valori solidi: impegno, sacrificio, responsabilità. Con il tempo, quella bottega diventa un’impresa strutturata, ma la sua identità rimane la stessa: attenzione alla qualità, rispetto della tradizione costruttiva e capacità di integrare con equilibrio innovazione e memoria.
Dalle prime abitazioni alle scuole, dai restauri dei monumenti veronesi fino alle recenti opere di recupero architettonico, il libro ripercorre ogni fase di questo lungo cammino. Una storia intrecciata alla crescita di Verona e del suo territorio, che ha sempre rappresentato la casa dell’impresa e la sua principale fonte di ispirazione.
Costruire nel tempo: i lavori più significativi
Il volume in preparazione raccoglie una selezione dei lavori più rappresentativi degli ultimi dieci anni, scelti come testimonianza della visione e delle competenze maturate dall’impresa.
Tra questi:
- Il Restauro di Palazzo Maffei, capolavoro barocco riportato alla sua piena identità attraverso un intervento conservativo e tecnologico.
- Il Restauro dell’Ex Dogana delle Merci di Terra, dove l’equilibrio tra memoria storica e soluzioni contemporanee ha permesso di recuperare un complesso di grande complessità.
- La Ricostruzione della palazzina di via Cantone 2, un intervento che ha saputo restituire armonia architettonica a un contesto urbano delicato.
- Il Restauro del Campanile dei SS. Fermo e Rustico, esempio di restauro strutturale avanzato su un monumento simbolico della città.
- Il Restauro dell’Hotel Touring, in cui tradizione e nuove esigenze ricettive si incontrano.
- Il Restauro di Villa Arvedi a Grezzana, uno dei complessi monumentali più prestigiosi del veronese.
Ogni progetto è raccontato attraverso immagini e descrizioni tecniche, per dare forma visiva alle scelte, alle difficoltà e alla cura che caratterizzano il lavoro dell’impresa.
Costruzioni Bellè, una famiglia di persone
Uno dei fili conduttori del libro è la centralità delle persone. Il racconto parte da Nazzareno Bellè, figura che ha rappresentato per l’impresa un riferimento morale e professionale, per arrivare alla quarta generazione, oggi impegnata a dare continuità a un percorso costruito nel tempo.
Accanto alla famiglia, il volume dà spazio a una realtà fatta di collaboratori storici, molti dei quali presenti da decenni. Uomini e donne che condividono i valori dell’impresa, che lavorano con passione e che rappresentano un capitale umano insostituibile: il vero cuore pulsante di Costruzioni Bellè.
Ringraziamenti, dediche e visioni
Il libro si chiude con una sezione dedicata a chi ha contribuito alla sua realizzazione: architetti, ingegneri, professionisti e collaboratori che hanno curato i testi e accompagnato l’impresa nei progetti raccontati.
Ma è anche una dedica aperta: a chi ha scelto Costruzioni Bellè negli anni, ai clienti che hanno riposto fiducia nell’esperienza dell’azienda, e a tutti coloro che hanno camminato a fianco dell’impresa contribuendo alla sua crescita.
“Costruire nel tempo. Novant’anni di storia, passione e continuità (1935–2025)” non è un libro da promuovere, ma da condividere nel suo significato: un segno di memoria, identità e gratitudine. Un modo per ricucire passato, presente e futuro, continuando a costruire ciò che davvero rimane nel tempo.



